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Convegno
A.IT.A—A.L.I.Ce.
Rieducare
il cervello e Reintegrare la persona
Su
questo tema si sono riuniti a discutere i maggiori studiosi italiani
dell’afasia e l’associazionismo sociale. L’appuntamento, al quale erano presenti moltissimi operatori della riabilitazione, si è svolto a Napoli il 9 e 10 novembre 2001 ed è stato organizzato dalla sede campane dell’Associazione Italiana Afasici (A.IT.A) e da A.L.I.Ce. - Campania, con il patrocinio della II Università di Napoli, dell’Istituto per gli Studi Filosofici e della Fondazione Clinica S.Maria del Pozzo. L’obiettivo
del Convegno era quello di individuare un percorso di fusione che
potesse garantire fin dall’insorgere
dell’ictus, che precede l’afasia, gli interventi medico rieducativi
con quelli che mirano al reinserimento sociale del paziente. Il
seminario di aggiornamento della seconda giornata, più specificamente
rivolto agli operatori della rieducazione del linguaggio, si è aperto
con la relazione della prof.ssa Anna Basso che ha fissato i punti
fermi nelle attuali strategie di riabilitazione. Nel corso del dibattito
sono stati affrontati il ruolo positivo della logopedia nel quadro
dell’approccio cognitivo (Miceli) e le diverse terapie nelle
molteplici espressioni dell’afasia: disturbi del lessico (Marangolo),
disturbi attenzionali e del calcolo (Arduino,Girelli), altri disturbi
non verbali (Troiano, Grossi). Le
più recenti esperienze terapeutiche innovative sono state illustrate
dal Prof. Carlomagno. Il
Convegno napoletano ha valorizzato la capacità delle Associazioni
A.IT.A. e A.L.I.Ce. a fungere come anelli di raccordo tra il mondo della
ricerca scientifica
avanzata e quello della realtà sociale. La
prima giornata è stata dedicata al confronto con gli operatori
coinvolti a vario titolo nell’ambito sociale e con il mondo
delle istituzioni, sul tema scottante dei rapporti tra sviluppo della
ricerca e qualità dei servizi. Quest’ultima qualità largamente
disattesa in Campania, in particolar modo nel settore della
riabilitazione, in stragrande misura affidato al privato, dominato da
logiche di profitto a scapito della qualità degli operatori, e da
lotte e scontri del potere accademico che nuocciono in prima persona
agli afasici e disorientano gli operatori, in massima parte sotto
utilizzati o sfruttati nel settore privato. La
relazione introduttiva dei proff. Gimigliano e Carlomagno,
ha analizzato le proposte normative di linee guida della riabilitazione.
Gli interventi di Magnaghi
e Durante hanno affrontato le strategie di reinserimento sociale
dell’afasico. In maniera particolare
è stata sottolineata l’urgenza e l’importanza della
costruzione della rete sociale territoriale di interventi nella scuola,
nelle Università, nel campo della riabilitazione e dell’assistenza
sociale per favorire non
solo un dignitoso reinserimento delle persone afasiche ma anche un loro
inserimento socialmente utile. L’intervento della Tinti ha dato
risalto all’esperienza terapeutica legate al mutuo-auto-aiuto. Rinalda
Sabbadini, presidente dell’A.IT.A. nazionale, ha delineato alcune
possibili strategie di intervento dell’Associazione per rispondere
alle esigenze del paziente afasico, soprattutto nella fase successiva a
quella intensiva logopedica. L’intervento del presidente di A.L.I.Ce.
- Campania e quello della responsabile Regionale A.IT.A., hanno
illustrato gli obiettivi comuni e i problemi nella attività delle
Organizzazioni. Un panorama assolutamente sconfortante è emerso
dall’analisi puntuale dei
responsabili regionali
circa il rapporto molto conflittuale con le istituzioni sanitarie.
Troppo spesso la scelta della Regione (perenne convitato di pietra) è
quella di assumere nei confronti delle nostre Associazioni, un
atteggiamento di persistente latitanza, nonostante la legislazione
indichi nell’associazionismo sociale un interlocutore privilegiato delle
istituzioni locali nell’individuare scelte politiche e gestionali in
materia di sanità e assistenza. E’
emerso con chiarezza la specificità delle nostre Associazioni:
A.L.I.Ce. da sempre impegnata nella realizzazione di una rete
territoriale di strutture dedicate al trattamento dell’ictus in acuto
(stroke unit), di campagne di prevenzione ed informazione, nonché di
iniziative per l’aggiornamento professionale degli operatori sanitari
ed il supporto alla ricerca scientifica; A.IT.A. determinante nella fase
in cui il paziente afasico e/o paretico per effetto dell’ictus,
completato il suo lungo e tormentato iter riabilitativo (generalmente,
in un ottica miope, limitato ai soli due mesi di terapia intensiva
assegnati dalla ASL di appartenenza)
si trova ad affrontare da solo
il grande vuoto determinato dalla mancanza di una efficiente
assistenza domiciliare, dall’isolamento improvviso della sua famiglia,
dalla mancanza delle informazioni necessarie a migliorare la qualità
della sua vita quotidiana, lontano dai contesti umani in cui può
svolgere una vita di relazione. L’attività
principale dell’AITA è imperniata sulla promozione della integrazione
sociale degli afasici con persone non afasiche in tutti i modi
possibili: 1- promozione dei gruppi di auto-aiuto, 2- utilizzo di
tutte le strategie possibili di coinvolgimento in attività creative,
in gran parte terreno comune della terapia occupazionale, 3-
sperimentazione di tecniche di comunicazione non verbale da
utilizzare con gli afasici gravemente compromessi nella loro capacità
di recupero del linguaggio verbale, 4- programmazione di momenti
associativi volti a creare un clima di scambio con l’esterno
(laboratori teatrali, musicali, mostre fotografiche, incontri-dibattiti,
ecc.). La
progettualità dell’A.IT.A. risente fortemente dei limiti
del contesto in cui opera, consistenti nella mancanza di
collaborazione da parte delle istituzioni, degli operatori coinvolti nel
campo della riabilitazione, dei familiari
degli afasici troppo dispersi sul territorio e troppo occupati
nel pesante compito di assistenza ai loro familiari. L’istituzione di un luogo dell’ascolto sarebbe un punto di riferimento territoriale destinato a svolgere più funzioni ed a rendere più incisiva e veloce la realizzazione dei programmi dell’A.IT.A., favoriti anche dal rafforzamento delle sinergie con A.L.I.Ce. Olimpia Casarino |