

|
|
|
||
|
|||
|
Alice, uniti per la prevenzione, sfida sociale all’ictus cerebrale |
|||
|
|
|||
|
|
|||
|
Un’emergenza endemica, ma poco conosciuta. Che costituisce la terza causa di mortalità nel mondo occidentale, e la prima fonte di disabilità più o meno seria. Con un'aggravante per la Campania: regione nella quale, per la popolazione femminile, l'ictus rappresenta la prima causa dei decessi. «Un dato preoccupante, se si considera che le campagne nazionali di prevenzione (contro il fumo, l'obesità, ecc.) hanno determinato un declino dell'incidenza di casi, a fronte però di un aumento, da noi, della mortalità», afferma Giuseppe Russo (nella foto), neurologo e neurochirurgo napoletano impegnato da anni sul fronte della lotta contro quello che è un vero e proprio nemico invisibile, ma letale se non lo si previene o non si interviene in tempo quando colpisce. «E le strutture sanitarie, da sole, non bastano per i pazienti e le loro famiglie coinvolti dal problema: ecco perché senza un piano organico di assistenza in fase acuta e una rete regionale integrata per l'emergenza ictus non si uscirà dalla maglia nera delle 13 mila persone colpite ogni anno nella nostra regione», continua Russo, che non a caso è presidente regionale di Alice, l'Associazione onlus per la lotta all’ictus cerebrale nata nel 1997 in Val d'Aosta dall'idea di un medico salernitano, Giuseppe D'Alessandro. Circa 300 soci in Campania - tra pazienti, familiari, operatori sanitari e sostenitori come Gerardo Marotta e Peppe Barra -, Alice ha sede a Napoli, al rione Sirignano 9, e tre sedi operative presso il Cardarelli, l'ospedale San Sebastiano di Caserta e il Moscati di Avellino (info: 081/7473234 dalle ore 9 alle 15; e 347/1590334 per la segreteria dell'Associazione, attiva 24h). La sua «mission»? Un'intensa attività di volontariato sui fronti della cultura della prevenzione primaria e secondaria, dell'informazione corretta, dell'aiuto alla ricerca scientifica e della formazione per care-givers (di sostegno all'assistenza specializzata) attraverso pubblicazioni, incontri, concerti di beneficenza e camper itineranti per la prevenzione, come quelli che hanno da poco accompagnato la sesta giornata nazionale di lotta all'ictus. Non solo. «Negli ultimi tre anni, un gruppo di ricercatori napoletani in collaborazione con la Fondazione Anne Marie Tulleken ha sperimentato nuove avanzate forme di rivascolarizzazione cerebrale laser assistita, praticata solo da sei gruppi al mondo», spiega Russo, che ne parlerà ad un convegno aperto a tutti in programma a Napoli il 9 e il 10 giugno prossimi.
|
|||
|
|
|||