Venerdì 4 Luglio 2003


Alice, un patto contro l’ictus

Un patto di solidarietà per la salute. Che guardi alla sanità dal punto di vista delle persone, dei pazienti e non degli aridi tecnicismi, dei burocratismi o del profitto. Un'alleanza che coinvolga enti locali, aziende, mondo del volontariato e dell'imprenditoria attraverso un ponte - simbolico e concreto - di informazione, formazione, prevenzione, cura e politica sanitaria in collegamento tra ammalati, familiari, medici, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale sanitario.
E' l'identità (e l'impegno capillare) di Alice, l'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, ideata e costituita nel 1997 in Valle d'Aosta da un medico di origini salernitane e formazione napoletana, poi trasferitosi al nord: Giuseppe D'Alessandro, curatore anche di un prezioso opuscolo divulgativo su «Come prevenire l'ictus» (evitando così i due terzi dei casi registrati di questa patologia, che colpisce una persona ogni 4 minuti in Italia) pubblicato da Alice, che è oggi una federazione di associazioni regionali di volontariato, non lucrative, ramificate in 16 regioni italiane.
«L'ictus è un'emergenza endemica, ma ancora poco conosciuta nei suoi aspetti e nelle sue conseguenze letali o devastanti», spiega il neurologo e neurochirurgo napoletano Giuseppe Russo, presidente di Alice Campania (www.alicecampania.org) che su suo impulso è nata anche a Napoli a fine anni '90, con la vicepresidenza del collega Simone Sampaolo.
Specialista da oltre vent'anni di malattie cardiovascolari, una lunga esperienza estera in Scandinavia, Russo fornisce cifre allarmanti: a fronte delle 150mila persone colpite da ictus - terza causa di mortalità - in Italia, delle quali 70mila muoiono nel primo anno e 50mila restano più o meno gravemente disabili, la Campania detiene un triste primato. Sono infatti 13mila le persone colpite ogni anno da ictus nella nostra regione, nel 28% dei casi devastate da gravi invalidità; 40.700 dei 626mila ultrasessantacinquenni sono affetti da questa patologia, con un tasso di decessi molto più alto della media nazionale, tasso che tra le donne si innalza ulteriormente.
Le cause? «Tra le più ovvie ci sono fumo, alcol, pressione alta, vita sedentaria, dieta alimentare inadeguata, ecco perché è indispensabile una corretta educazione sanitaria», sottolinea il professor Sampaolo. Alice Campania - più di 500 persone coinvolte in pochi anni, ad oggi 120 iscritti effettivi, Gerardo Marotta, Eugenio Bennato e Peppe Barra tra i soci onorari - si impegna strenuamente. Forte anche di un comitato culturale di tutto rispetto (che annovera tra gli altri Vincenzo Bonavita, Sergio Carlomagno, Fabrizio De Falco, Mario Mancini, Pietro Muto), pubblica un periodico informativo, organizza convegni, promuove incontri e corsi di formazione. Ma soprattutto, persegue un obiettivo. Cruciale: una rete regionale di Unità Ictus (stroke units) di primo e secondo livello, che possono ridurre il rischio di morte e dipendenza (invalidità) di circa il 6%.


  

 A Napoli la sede
al Cardarelli

Alice Campania, l'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, ha sede operativa presso l'A.o.r.n. dell'ospedale Cardarelli, dipartimento di Emergenza, IV piano (tel/fax: 081/7473234). Dalle 8 alle 14, tutti i giorni, funziona come centro d'ascolto; il martedì e il giovedì, dalle 14 alle 18 l'associazione è presidiata.

CENTRO OPERATIVO