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I familiari, gli amici, i volontari,
assolvono un ruolo fondamentale nel periodo post-ictale, particolarmente in
considerazione dell’attuale tendenza alla progressiva riduzione del periodo di
ospedalizzazione.
Il miglioramento delle condizioni
cliniche dopo l’ìctus prosegue per almeno due anni dopo l’evento acuto, così che
il supporto durante questo periodo viene essenzialmente garantito da “figure”
non professionali, quali i membri della famiglia, gli amici, i volontari: i
“Caregivers”
(coloro che offrono assistenza).
Fornire assistenza alle persone con ictus
può essere una esperienza estremamente appagante.
Ma allo stesso tempo può essere molto
stressante ritrovarsi nella posizione di “caregiver” senza un minimo di adeguata
preparazione.
E’ anche importante sottolineare che lo
stress tende ad aumentare se i bisogni dei “caregivers” non trovano risposte
adeguate.
Bisogni di informazione (specialmente la
migliore comprensione delle modifiche emozionale ed ambientali, che l’evento
ictus è capace di determinare nel gruppo); bisogni di acquisire capacità
materiali negli aspetti fisici dell’assistenza; bisogni di comprensione degli
aspetti assistenziali necessari nel caso specifico.
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